Il nostro ultimo articolo

La ‘flat tax’ voluta da Berlusconi e Salvini è suggestiva ma non risolve il problema delle diseguaglianze

Il Presidente della Repubblica Mattarella ha recentemente ricordato la necessità che la ventura campagna elettorale si basi su un confronto politico serio e non su vuota propaganda. Quanto successo in aula con la Legge Richetti non è stata la migliore risposta a tale auspicio. La speranza è che le vacanze mitighino gli animi e che a settembre si cominci a dialogare su proposte adeguate per risolvere i problemi del nostro paese.


 

Le banche, le aziende (zombie) e il credito: se fallire non è un’opzione. 2/2

In un recente articolo abbiamo parlato della (mancata) efficienza del sistema finanziario italiano e dei suoi effetti sull’economia. Riprendiamo il discorso con altri due articoli, volti ad approfondire alcune possibili aree di intervento politico: con il primo – pubblicato lunedì – ci siamo concentrati sul lato dell’offerta di credito (le banche); quello di oggi avrà invece come oggetto il lato della domanda (le imprese).

Le banche, le aziende (zombie) e il credito: perché non basta ricapitalizzare. 1/2

Nel nostro ultimo articolo abbiamo parlato della (mancata) efficienza del sistema finanziario italiano e dei suoi effetti sull’economia. Riprendiamo il discorso con due articoli – il prossimo in uscita mercoledì – volti ad approfondire alcune possibili aree di intervento politico: ci concentriamo oggi sul lato dell’offerta di credito (le banche); il prossimo articolo si concentrerà invece sul lato della domanda (le imprese).

Disuguaglianza e Populismo: Quanto ha contato la disuguaglianza dei redditi nel voto sulla Brexit?

Questo studio costituisce la seconda puntata della serie “Disuguaglianza e Populismo”. Il ciclo si propone di analizzare la relazione tra variazioni negli indici di disuguaglianza a livello territoriale negli ultimi anni e l’andamento del voto per i partiti populisti. Una terza puntata si occuperà delle elezioni francesi del 2017.

Scali ferroviari di Milano: il progetto è buono ma occorre una visione per non creare cattedrali nel deserto

Lo scorso 13 luglio si è chiuso un processo iniziato nel 2005, riguardante la riqualificazione di sette ex scali ferroviari dismessi [] il Consiglio comunale ha infatti deliberato in favore dell’approvazione dell’accordo di programma riguardante gli scali [] Il lungo iter che l’accordo ha dovuto superare, assieme alle non poche polemiche che l’hanno investito ci hanno incuriosito e spinto ad approfondirne i dettagli.

Comunali, vittoria del centrodestra o delle liste civiche?

Imperversa il dibattito sul significato delle recenti elezioni amministrative, e la narrativa dominante è quella della sconfitta del centrosinistra diviso e della rinascita del centrodestra unito. Cosa ci dicono i dati? In generale, sembra che più che di una chiara sconfitta o vittoria di un partito, si tratti di un’insofferenza verso l’amministrazione uscente, a prescindere dal colore politico. Sembra venir sempre meno dunque l’incumbency effect, che in economia politica descrive il vantaggio che l’amministrazione in carica ha in termini di rielezione nei confronti della sfidante.

Alla radice dei problemi delle banche italiane: l’inefficienza nell’allocazione del credito.

Al di là della discussione sulla conformità del decreto legge per salvare le banche venete, è doveroso analizzare più a fondo la radice dei problemi del sistema finanziario italiano, per capire come non ritrovarsi nella stessa situazione nuovamente.

Soldi spesi bene: i servizi previsti dal Rei.

Per essere efficace, il reddito di inclusione richiede un forte investimento di risorse nella sua gestione effettiva. È il prerequisito per far sì che i percorsi personalizzati di reinserimento sociale abbiano successo, superando l’assistenzialismo.

Lotta alla povertà, Italia peggiore d’Europa. Le ricette del governo e dei 5 Stelle a confronto.

“Approvato il reddito minimo”No, non è una fake news o un’agenzia arrivata da un futuro Governo a trazione 5 stelle. Il Governo Gentiloni ha effettivamente approvato i decreti legislativi del REI, soprannome di misterioso significato del “Reddito di Inclusione Attiva”, investendo su di esso circa 2 mld l’anno, a cui aggiungere eventuali risorse che si renderanno disponibili dalla “razionalizzazione della spesa sociale”.

Europa che vieni, Europa che vai

Le elezioni parlamentari nel Regno Unito e in Francia ci consegnano scenari politici inediti e diametralmente opposti. Da una parte la rinascita di un bipolarismo quasi perfetto oltremanica, all’insegna di posizioni piuttosto estreme sia a destra che a sinistra e di poco entusiasmo verso l’Unione Europea, e dall’altra l’annichilimento del bipolarismo e l’ascensione di un partito dichiaratamente centrista e appassionatamente europeista.

Contrattazione decentrata e politica dei minimi: un’idea per il Sud.

Nel nostro ultimo articolo abbiamo parlato dei possibili effetti della contrattazione decentrata sulla competitività delle nostre aziende. Qui completiamo il quadro aggiungendo la dimensione regionale. Da decenni si discute del divario di competitività tra il Sud e il resto del Paese che va allargandosi nel tempo. Come agire? La contrattazione decentrata è uno dei pezzi del puzzle che va assemblato affinché il Mezzogiorno cominci a camminare.

Il divario economico tra vecchi e giovani si allarga sempre più. E i governi non riescono a fare niente.

Quella italiana è una storia di divari generazionali: gli ultimi vent’anni hanno visto un drastico spostamento di ricchezza, redditi, proprietà della casa e occupazione verso le fasce di età più alte. È sempre più difficile, per i giovani italiani, trovare stabilità e accedere a quelle sicurezze lavorative e abitative che hanno sostenuto le generazioni precedenti. Gli ultimi due governi hanno varato diverse misure tese ad alleviare il problema, ma il divario non accenna a diminuire.

Decreti contro la povertà: una svolta, ma solo a metà.

Dopo che la relazione di Bankitalia ha confermano che la povertà ha colpito sopratutto i giovani e le famiglia con bambini, il governo ha approvato i decreti attuativi del Reddito di Inclusione, rispettando il memorandum d’intesa. Possiamo dire di aver raggiunto un risultato importante, tuttavia restano alcune criticità, e alcune promesse parzialmente disattese.


 

Decentralizzare può risollevare la competitività delle imprese italiane?

qual è precisamente il legame tra la contrattazione, il costo del lavoro e la competitività delle aziende? Proviamo a chiarire il punto di una proposta, la decentralizzazione della contrattazione, che può avere una relativa importanza.

Monsieur Macron, la contrattazione e l’Italia

Una contrattazione a livello aziendale, comunque rispettosa di garanzie nazionali inderogabili come il salario minimo legale, potrebbe contribuire alla risoluzione dell’annosa questione della disoccupazione.

Italiani poco istruiti. Anche nel 2020

A che punto è l’Italia sugli obiettivi relativi all’istruzione da raggiungere entro il 2020? Formalmente è in linea con quanto si è impegnata a fare. Ma i laureati restano al di sotto della media europea, mentre gli abbandoni precoci sono ancora troppi.

Quanto ha contato la disuguaglianza dei redditi nella vittoria di Donald Trump?

Inauguriamo il ciclo intitolato “Disuguaglianza e Populismo”: c'è relazione tra variazioni negli indici di disuguaglianza a livello territoriale negli ultimi anni e l’andamento del voto per i partiti populisti? In questo articolo, analizziamo il caso americano con Trump.

Decreto Minniti-Orlando: i limiti di una riforma necessaria

Tribunali sovraccarichi per i ricorsi dei richiedenti asilo cui è stata negata la protezione internazionale e un sistema di espulsione del tutto inefficace: il decreto Minniti-Orlando affronta le due questioni. Ma non sembra risolvere i veri nodi critici.

Perchè Theresa May ha preso la decisione giusta

Theresa May ha chiesto e ottenuto dal Parlamento l’autorizzazione a votare in anticipo rispetto alla fine della legislatura, il prossimo 8 giugno. Guardando alla storia delle “early elections” nel Regno Unito, si scopre che la decisione, sebbene repentina, è del tutto giustificata.

Ministro Poletti, perchè i giovani giocano in panchina?

Il Ministro del Lavoro Poletti ha dichiarato che “Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”. Da giovani ostinati a costruirsi un futuro nel nostro paese, proviamo a contribuire mettendo in fila qualche dato.

Meglio i voucher che il lavoro nero

Rispondiamo ai commenti al nostro recente articolo sui voucher.

I dati sui voucher: il governo ha buttato via il bambino con l'acqua sporca?

I voucher, utilizzati marginalmente, sono stati aboliti. Il governo ha così evitato un referendum spinoso. Però ha anche rinunciato a uno strumento utile per sostenere i lavoratori più deboli e per riportare il lavoro occasionale alla luce del sole.

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Taxi, ragioni e soluzioni di un caso tipicamente italiano

Dal manuale dell’economista, lo stato dovrebbe regolamentare un mercato quando esso presenta caratteristiche tipiche di un monopolio naturale, quindi, in sintesi, costi fissi alti non recuperabili, e costi variabili bassi.
Per quanto riguarda il servizio taxi, i costi fissi non sono né alti né irrecuperabili, mentre i costi variabili, anche se difficile da calcolare, sono relativamente alti.

Ai lobbisti serve un registro

Inquadrare il traffico di influenze illecite è difficile perché non esiste un concetto ben definito di quelle lecite, ovvero dell’attività di lobbying. Regolamentare meglio i rapporti fra i gruppi di interesse e la pubblica amministrazione porterebbe più trasparenza e chiarezza.

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Mille giorni e poco più

Il premier ha appena rassegnato le dimissioni, dopo che quasi 19 milioni e mezzo di italiani hanno votato contro la riforma costituzionale su cui il governo Renzi aveva puntato moltissimo, se non tutto. Questo, poco più di due settimane dopo aver spento la millesima candelina. Proviamo a fare un riassunto, non esaustivo, di cosa è successo dal quel sabato 22 febbraio 2014.

Perché è importante che un governo duri cinque anni

Vari studi dimostrano che esecutivi più stabili e longevi favoriscono politiche meno miopi. Perché non hanno bisogno del consenso immediato degli elettori e possono concentrarsi su interventi che danno risultati nel medio periodo. Come investimenti in istruzione e riduzione del debito pubblico.

Gli italiani sono sempre più poveri, un reddito d’inclusione per tutti è ormai una necessità

Dopo decenni di tentativi anche in Italia è in dirittura d'arrivo una misura a sostegno dei redditi di chi vive sotto la soglia di povertà. I benefici sono tanti, il difetto uno, ma grave: non è una misura universale.

Vizi e virtù del bicameralismo

Nella campagna referendaria si discute molto di velocità di approvazione delle leggi. Il confronto con altri paesi mostra che in media il nostro parlamento non impiega più tempo per varare una legge. Ma c’è una grande differenza tra decreti del governo e norme di iniziativa parlamentare.

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Perché il nuovo Senato non è il Bundesrat

Poteri di proposta di nuove leggi e pareri sui provvedimenti approvati dall’altra camera. Si fermano qui le similitudini tra il Senato delle autonomie che esce dalla riforma costituzionale e il Bundesrat. Le differenze dovute a due diverse impostazioni: federalista in Germania, regionale in Italia.

Reddito di inclusione, primo passo contro la povertà

Gli ultimi dati Istat sono un nuovo monito sulla crescita della povertà in Italia. Nello stesso giorno della loro pubblicazione, la Camera ha approvato il disegno di legge delega che prevede l’istituzione del reddito di inclusione. I passi avanti e quello che manca per fronteggiare l’emergenza.

Tripolarismo imperfetto

Tripolarismo imperfetto

La nuova legge elettorale per la Camera ricalca a grandi linee quella per l’elezione dei sindaci. L’esito del voto amministrativo del 5 giugno offre dunque un’interessante simulazione dei risultati che si potrebbero determinare alle politiche. Effetti del passaggio dal bipolarismo al tripolarismo.

Quando uscire dalla povertà fa rima con integrazione

In Italia la povertà rimane un’emergenza che riguarda soprattutto gli stranieri. Nuovi strumenti per contrastarla possono favorire anche una maggiore integrazione? E quali sarebbero i costi e i benefici per il paese? I dati e una contrapposizione tra lavoratori italiani e immigrati da evitare.

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Jobs act: quanto conta la decontribuzione?

Il nostro grafico mostra l’andamento mensile delle assunzioni a tempo indeterminato secondo l’Osservatorio sul precariato Inps. La linea blu indica il numero di nuovi contratti a tempo indeterminato, tra assunzioni e trasformazioni (nota bene, il trend non tiene conto delle cessazioni), mentre la linea rossa rappresenta la fetta di questi nuovi contratti che usufruiscono dell’esonero contributivo, in vigore dal Gennaio 2015.

Costo o risorsa? L’impatto economico dell’immigrazione in Italia

L’immigrazione migliora o peggiora le già precarie condizioni economiche italiane? Sebbene non esista una posizione universalmente accettata, è facilmente riscontrabile una certa dose di scetticismo circa un impatto positivo degli immigrati, che si tratti di un dibattito televisivo o di una discussione tra amici al bar. Tale riluttanza nel considerare gli immigrati come risorsa potrebbe essere in realtà ingiustificata, e risulta quindi utile provare a mettere ordine nei dati disponibili per fare chiarezza su quale sia stato l’impatto reale dell’immigrazione sulla nostra economia fino ad oggi.

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Economia, perché in fondo siamo rimasti i cinesi d’Europa

Perché negli anni Sessanta il Pil cresceva e ora no? Perché è semplice passare dalla produzione di patate a quella di automobili. Quando invece si vuole competere nella Serie A delle economie, serve la qualità del capitale umano e civico. E davvero non ci siamo, nonostante le ultime riforme

Come è cambiato il mercato del lavoro dopo il Jobs act

Col Jobs act i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti in modo netto, senza però un analogo aumento dei posti di lavoro. Questo dovrebbe comportare benefici su produttività e crescita. L’incognita è il comportamento dei datori di lavoro alla scadenza dei tre anni di decontribuzione.

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Lotta alla povertà: purché non sia solo un canto di Natale

Dal 2010 la percentuale di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale in Italia è aumentata molto più della media europea. La situazione è grave anche perché nel nostro paese non è mai stato introdotto un reddito minimo. Le misure previste dalla legge di stabilità sono un punto di partenza

Gli investimenti sono arrivati: la ripresa dov’è?

Il governo Renzi ha deciso di rinunciare alla redistribuzione e si è lanciato su riforme per aumentare la produttività e la crescita. Ma se gli investimenti finalmente tornano a salire, ora servono segnali dalla produttività per consolidare la ripresa dopo un ventennio bruciato.

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Spending review, finora è stato solo uno slogan

“Se io avessi previsto tutto questo, forse farei lo stesso”. È passato poco più di un anno da quando Carlo Cottarelli si è dimesso, eppure non rinuncia a questo verso di Guccini per introdursi. In un anno, il Governo Renzi ha prima gonfiato di aspettative la spending review per poi limitarsi a 6 miliardi, nonostante l’anno di lavoro svolto a titolo gratuito da Roberto Perotti, ennesimo commissario dimissionario. Cottarelli intanto è tornato a Washinghton, a lavorare per il Fondo Monetario. Prima però ha scritto “La Lista della Spesa”, in cui non si stanca di ripetere un ritornello: «Il primo passo per cambiare la spesa pubblica italiana è sfatare le leggende metropolitane».

Salari, il problema del Sud

Stessi salari, ma produttività più bassa: perché un imprenditore dovrebbe investire nel Mezzogiorno? È da qui che bisogna partire per affrontare in modo concreto la questione meridionale. E se le gabbie salariali non sono oggi riproponibili, si può forse intervenire sulla componente imposte.

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La paga in Germania? Almeno 8,50 euro all’ora

All’inizio del 2015 la Germania ha introdotto un salario minimo. Non mancano i problemi, legati al livello della paga e agli effetti sull’occupazione. Per noi italiani è comunque un esempio utile da studiare se si vuole adottare un minimo salariale senza aggravare le situazioni già difficili.

Salario minimo: la difficile scelta del livello

Il salario minimo è diventato un tema caldo in giro per il mondo. Quale potrebbe essere un livello adatto per l’Italia? Per fissarlo è necessario che sia in proporzione alla produttività ed ai salari prevalenti nelle varie realtà territoriali.

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Perché abbiamo bisogno di un salario minimo

Era stato previsto nel Jobs Act, ma è stato escluso dai decreti attuativi. Eppure un salario minimo può essere uno strumento efficace nel contrastare l’aumento della povertà nel nostro paese. Fondamentale però che tenga conto del tessuto industriale e sia proporzionato alla produttività nazionale.

Atkinson: “Il reddito di partecipazione è la chiave per ripartire”

Per gli economisti di tutto il mondo, soprattutto per quelli di orientamento progressista, Tony Atkinson è stato e continua ad essere un punto di riferimento importante. Professore a Cambridge, successivamente a Oxford e alla London School of Economics, è autore insieme a Joseph Stiglitz di alcune tra le più importanti teorie di economia politica, microeconomia ed economia comportamentale. Sopratutto, è stato un pioniere, in Gran Bretagna e nel resto del mondo, dello studio economico delle diseguaglianze e della povertà. Thomas Piketty l’ha definito uno dei “maestri” senza i quali il suo libro Il Capitale nel XXI Secolo non avrebbe mai visto la luce. Già nel 1996, sul Political Quarterly Journal, Atkinson propose un’idea di “reddito di partecipazione”, idea che recentemente è tornata di attualità visto il dibattito crescente sulla possibilità di introdurre uno schema di reddito minimo in Gran Bretagna, in Italia ed in altri paesi d’Europa.

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Reddito e salario minimo: la svolta a sinistra che serve a Renzi

Cresce in queste ore il dibattito sui “minimi”, che si articola su due fronti: l’introduzione di un salario minimo applicabile alla totalità della forza lavoro (ma non necessariamente unico ed universale) e l’implementazione di una struttura di reddito minimo garantito per specifiche fasce di lavoratori, categorizzati su base anagrafica. Le due diverse proposte condividono una volontà politica: combattere le disuguaglianze di reddito e la diffusione della povertà.

Merito ed eredità: perché va ripensata la tassa di successione

«Eliminare la tassa di successione sarebbe un terribile errore, equivarrebbe a comporre la compagine statunitense per i Giochi Olimpici del 2020, selezionando i primogeniti di coloro che vinsero la medaglia d’oro nei Giochi Olimpici del 2000. Senza la tassa di successione, si ha di fatto un’aristocrazia di ricchezza, che significa tramandare di generazione in generazione il potere di gestire le risorse di una nazione secondo criteri ereditari, non di merito».
No, non l’ha detto un marxista. Queste sono parole di Warren Buffett, che esprimeva così la sua opinione contro l’abolizione della tassa di successione, proposta e attuata dal governo Bush durante il suo primo mandato da presidente.

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Lo sciopero serva a migliorare la riforma della scuola

Roma ospita il 5 maggio la manifestazione principale dello sciopero indetto contro la riforma della scuola, quella Buona Scuola che dovrebbe risolvere il problema educativo del paese e traghettare la nostra economia verso un futuro radiante. Salvezza o disastro? Probabilmente nessuna delle due, piuttosto una zona grigia fra chi vuole un cambiamento necessariamente pirotecnico, e chi al cambiamento è piuttosto restio.

Reddito e salario minimo: la svolta a sinistra che serve a Renzi

Cresce in queste ore il dibattito sui “minimi”, che si articola su due fronti: l’introduzione di un salario minimo applicabile alla totalità della forza lavoro (ma non necessariamente unico ed universale) e l’implementazione di una struttura di reddito minimo garantito per specifiche fasce di lavoratori, categorizzati su base anagrafica. Le due diverse proposte condividono una volontà politica: combattere le disuguaglianze di reddito e la diffusione della povertà.